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Sommario:
I.
Carlo Cantimori e la tradizione mazziniana
II.
Da Ravenna a Pisa: le prime esperienze culturali e politiche (1919- 1928)
III.
Il fascismo di Delio Cantimori
IV.
Bolscevismo e fascismo
V.
Il giudizio politico sul nazionalsocialismo
VI.
Il 'mondo di ieri': il liberalismo e Benedetto Croce
VII.
I punti di riferimento politico-culturali
VIII.
Verso un nuovo 'sistema di verità': Cantimori dal fascismo al comunismo
Appendici
I-VI.
English abstract
La pubblicazione presso l'editore Einaudi di due volumi cantimoriani
[1] l'uno comprendente
un'ampia scelta degli interventi politici e pubblicistici dal 1927 al
1942, l'altro la ristampa del volume del 1939 sugli Eretici italiani
del Cinquecento e di altri scritti 'ereticali' precedenti e successivi,
introdotti da ampi saggi, rispettivamente di Luisa Mangoni e di Adriano
Prosperi, ha riaperto il dibattito storiografico sulla figura e l'opera
dello storico romagnolo, dibattito che era stato assai intenso nel primo
quindicennio dopo il 1966, anno della morte, ma che poi si era come rarefatto
per tutti gli anni '80. E' naturale che la rilettura di Cantimori sia
compiuta oggi, rispetto a '20-'30 anni fa, in base a sollecitazioni diverse
e a differenti prospettive e spesso venga condotta da studiosi che non
solo non appartengono alla sua generazione, ma nemmeno al novero dei suoi
allievi diretti o indiretti: ne risultano, perciò, punti di vista
nuovi, che spingono a una riconsiderazione della già abbondante
messe di indagini a lui dedicate. Col presente lavoro, da un lato, si
vuol tracciare una rassegna critica dei saggi più recenti, che
ponga in evidenza i risultati più interessanti cui essi sono pervenuti,
confrontandoli o integrandoli con la precedente situazione degli studi,
che non sempre è stata ripresa e approfondita come avrebbe meritato;
dall'altro si cerca di proporre un'interpretazione unitaria del tormentato
percorso politico-intellettuale di Cantimori fino al 1943, dal giovanile
mazzinianesimo all'adesione al fascismo, poi alla scelta comunista, nella
convinzione che queste così lontane opzioni politico-ideologiche
poggino in realtà su alcuni elementi costanti della sua personalità,
della sua cultura e del giudizio, che egli si venne formando, sui problemi
del proprio tempo. Ma per meglio intendere questo percorso, non ci si
può fermare a generiche etichette ideologiche (appunto 'mazzinianesimo',
'fascismo', 'comunismo'), ma si deve approfondire il contenuto specifico
che esse ebbero per lui, individuando anche i gruppi e le diverse personalità
a cui egli si venne accostando e di cui condivise le battaglie (e spesso
le sconfitte). In questo tentativo risulta di grande utilità la
vasta documentazione prodotta dai lavori della Mangoni, di Prosperi, di
Paolo Simoncelli e di altri studiosi recenti, che cercheremo di comporre
unitariamente, arricchendola per parte nostra con alcuni scritti non compresi
nella bibliografia di Cantimori curata da Leandro Perini e John A.Tedeschi
e quindi ignorati dagli studiosi successivi, e con altri documenti.
[*]
Roberto Pertici è attualmente ricercatore di storia contemporanea
presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dopo essere stato borsista
dell’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli, della Fondazione
Einaudi di Torino, e alunno della Scuola di storia moderna e contemporanea
presso l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea.
E’ studioso della politica, della cultura e della storiografia italiana
dell’Otto e del Novecento. Questo su Cantimori fa seguito ad altri suoi
profili di storici del nostro secolo (Giorgio Candeloro, Adolfo Omodeo,
Emanuele Artom, Piero Treves) pubblicati negli ultimi anni.
Il presente saggio è in corso di pubblicazione anche sulla rivista
Storia della Storiografia.
[1]
- D. Cantimori, Politica e storia contemporanea. Scritti (1927-1942),
a cura di L. Mangoni (Torino: Einaudi, 1991), introdotto dal saggio della
Mangoni, «Europa sotterranea» (XIII-XLII): citeremo direttamente
da questo volume indicato come PSC, seguito dal numero della pagina,
gli scritti ivi contenuti; di quelli non raccolti sarà data per
esteso l’indicazione bibliografica; D. Cantimori, Eretici italiani
del Cinquecento e altri scritti, a cura di A. Prosperi (ivi, 1992):
l’«Introduzione» del curatore è alle XI-LXII. In questo
lavoro si prenderanno in esame, oltre i volumi appena citati, i seguenti
contributi: C. Vivanti, «Politica e riflessione storiografica: Delio
Cantimori», in Studi storici, 32 (1991): 777-797; B. Bongiovanni,
«Cantimori, Schmitt e la rivoluzione conservatrice», in Ventesimo
secolo, 2 (1992): 21-44; A. Prosperi, «‘Eretici’ da rileggere»,
in Studi storici, 34 (1993): 727-735; M. Firpo, «Per una
discussione su Delio Cantimori e la nuova edizione degli ‘Eretici italiani’»,
ibid.: 737-756; G. Miccoli, «La ricerca storica come ‘storia
positiva’», ibid.: 757-768; A. Rotondò, «Alcune
considerazioni su ‘Eretici italiani del Cinquecento’», ibid.:
769-775; S. Seidel Menchi, «’Ein neues Leben’: contributo allo studio
di Delio Cantimori», ibid.: 777-786; C. Vivanti, «Intorno
a Umanesimo e Riforma», ibid: 787-798; B. Bongiovanni, «Rivoluzione
e controrivoluzione conservatrice», ibid.: 799-810; E. Collotti,
«Gli scritti di Cantimori sulla crisi tedesca», ibid.:
811-818; J. Petersen, «Cantimori e la Germania», ibid.:
819-825; C. Vivanti, «Le approssimazioni al marxismo di Delio Cantimori»,
in Critica storica, 27 (1991, ma ottobre 1993): 893-950; G. Belardelli,
«Dal fascismo al comunismo. Gli scritti politici di Delio Cantimori»,
in Storia contemporanea, 24 (1993): 379-403; Simoncelli, Cantimori,
Gentile e la Normale di Pisa. Profili e documenti (Milano:Angeli,
1994) ; Id., «Note cantimoriane», in Storia contemporanea,
26 (1995): 57-73. I saggi ora citati verranno indicati col nome dell’autore
e, se necessario, con la prima parola del titolo, seguiti dal numero della
pagina. La «Bibliografia degli scritti di Delio Cantimori»,
a cura di L. Perini e J. A. Tedeschi, apparsa originariamente in Rivista
storica italiana, 79 (1967): 1173-1208, venne ristampata con correzioni
e aggiunte in G. Miccoli, Delio Cantimori. La ricerca di una nuova
critica storiografica (Torino: Einaudi, 1970), 375-412. Le raccolte
cantimoriane Studi di storia (Torino: Einaudi, 1959), Conversando
di storia (Bari: Laterza, 1967); Storici e storia (Torino:
Einaudi, 1971) vengono indicate rispettivamente come Studi, CS,
Storici.
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