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Mazzinianesimo, fascismo, comunismo: l'itinerario politico di Delio Cantimori (1919-1943)

Roberto Pertici [*]

Roberto Pertici, «Mazzinianesimo, fascismo, comunismo: l'itinerario politico di Delio Cantimori (1919-1943)», Cromohs, 2 (1997): 1-128,
<URL: http://www.unifi.it/riviste/cromohs/2_97/pertici.html>.



 

Sommario:

  • I. Carlo Cantimori e la tradizione mazziniana
  • II. Da Ravenna a Pisa: le prime esperienze culturali e politiche (1919- 1928)
  • III. Il fascismo di Delio Cantimori
  • IV. Bolscevismo e fascismo
  • V. Il giudizio politico sul nazionalsocialismo
  • VI. Il 'mondo di ieri': il liberalismo e Benedetto Croce
  • VII. I punti di riferimento politico-culturali
  • VIII. Verso un nuovo 'sistema di verità': Cantimori dal fascismo al comunismo
  • Appendici I-VI.

    English abstract



    La pubblicazione presso l'editore Einaudi di due volumi cantimoriani [1] l'uno comprendente un'ampia scelta degli interventi politici e pubblicistici dal 1927 al 1942, l'altro la ristampa del volume del 1939 sugli Eretici italiani del Cinquecento e di altri scritti 'ereticali' precedenti e successivi, introdotti da ampi saggi, rispettivamente di Luisa Mangoni e di Adriano Prosperi, ha riaperto il dibattito storiografico sulla figura e l'opera dello storico romagnolo, dibattito che era stato assai intenso nel primo quindicennio dopo il 1966, anno della morte, ma che poi si era come rarefatto per tutti gli anni '80. E' naturale che la rilettura di Cantimori sia compiuta oggi, rispetto a '20-'30 anni fa, in base a sollecitazioni diverse e a differenti prospettive e spesso venga condotta da studiosi che non solo non appartengono alla sua generazione, ma nemmeno al novero dei suoi allievi diretti o indiretti: ne risultano, perciò, punti di vista nuovi, che spingono a una riconsiderazione della già abbondante messe di indagini a lui dedicate. Col presente lavoro, da un lato, si vuol tracciare una rassegna critica dei saggi più recenti, che ponga in evidenza i risultati più interessanti cui essi sono pervenuti, confrontandoli o integrandoli con la precedente situazione degli studi, che non sempre è stata ripresa e approfondita come avrebbe meritato; dall'altro si cerca di proporre un'interpretazione unitaria del tormentato percorso politico-intellettuale di Cantimori fino al 1943, dal giovanile mazzinianesimo all'adesione al fascismo, poi alla scelta comunista, nella convinzione che queste così lontane opzioni politico-ideologiche poggino in realtà su alcuni elementi costanti della sua personalità, della sua cultura e del giudizio, che egli si venne formando, sui problemi del proprio tempo. Ma per meglio intendere questo percorso, non ci si può fermare a generiche etichette ideologiche (appunto 'mazzinianesimo', 'fascismo', 'comunismo'), ma si deve approfondire il contenuto specifico che esse ebbero per lui, individuando anche i gruppi e le diverse personalità a cui egli si venne accostando e di cui condivise le battaglie (e spesso le sconfitte). In questo tentativo risulta di grande utilità la vasta documentazione prodotta dai lavori della Mangoni, di Prosperi, di Paolo Simoncelli e di altri studiosi recenti, che cercheremo di comporre unitariamente, arricchendola per parte nostra con alcuni scritti non compresi nella bibliografia di Cantimori curata da Leandro Perini e John A.Tedeschi e quindi ignorati dagli studiosi successivi, e con altri documenti.


     

    [*] Roberto Pertici è attualmente ricercatore di storia contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dopo essere stato borsista dell’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli, della Fondazione Einaudi di Torino, e alunno della Scuola di storia moderna e contemporanea presso l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea. E’ studioso della politica, della cultura e della storiografia italiana dell’Otto e del Novecento. Questo su Cantimori fa seguito ad altri suoi profili di storici del nostro secolo (Giorgio Candeloro, Adolfo Omodeo, Emanuele Artom, Piero Treves) pubblicati negli ultimi anni.
    Il presente saggio è in corso di pubblicazione anche sulla rivista Storia della Storiografia.

    [1] - D. Cantimori, Politica e storia contemporanea. Scritti (1927-1942), a cura di L. Mangoni (Torino: Einaudi, 1991), introdotto dal saggio della Mangoni, «Europa sotterranea» (XIII-XLII): citeremo direttamente da questo volume indicato come PSC, seguito dal numero della pagina, gli scritti ivi contenuti; di quelli non raccolti sarà data per esteso l’indicazione bibliografica; D. Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento e altri scritti, a cura di A. Prosperi (ivi, 1992): l’«Introduzione» del curatore è alle XI-LXII. In questo lavoro si prenderanno in esame, oltre i volumi appena citati, i seguenti contributi: C. Vivanti, «Politica e riflessione storiografica: Delio Cantimori», in Studi storici, 32 (1991): 777-797; B. Bongiovanni, «Cantimori, Schmitt e la rivoluzione conservatrice», in Ventesimo secolo, 2 (1992): 21-44; A. Prosperi, «‘Eretici’ da rileggere», in Studi storici, 34 (1993): 727-735; M. Firpo, «Per una discussione su Delio Cantimori e la nuova edizione degli ‘Eretici italiani’», ibid.: 737-756; G. Miccoli, «La ricerca storica come ‘storia positiva’», ibid.: 757-768; A. Rotondò, «Alcune considerazioni su ‘Eretici italiani del Cinquecento’», ibid.: 769-775; S. Seidel Menchi, «’Ein neues Leben’: contributo allo studio di Delio Cantimori», ibid.: 777-786; C. Vivanti, «Intorno a Umanesimo e Riforma», ibid: 787-798; B. Bongiovanni, «Rivoluzione e controrivoluzione conservatrice», ibid.: 799-810; E. Collotti, «Gli scritti di Cantimori sulla crisi tedesca», ibid.: 811-818; J. Petersen, «Cantimori e la Germania», ibid.: 819-825; C. Vivanti, «Le approssimazioni al marxismo di Delio Cantimori», in Critica storica, 27 (1991, ma ottobre 1993): 893-950; G. Belardelli, «Dal fascismo al comunismo. Gli scritti politici di Delio Cantimori», in Storia contemporanea, 24 (1993): 379-403; Simoncelli, Cantimori, Gentile e la Normale di Pisa. Profili e documenti (Milano:Angeli, 1994) ; Id., «Note cantimoriane», in Storia contemporanea, 26 (1995): 57-73. I saggi ora citati verranno indicati col nome dell’autore e, se necessario, con la prima parola del titolo, seguiti dal numero della pagina. La «Bibliografia degli scritti di Delio Cantimori», a cura di L. Perini e J. A. Tedeschi, apparsa originariamente in Rivista storica italiana, 79 (1967): 1173-1208, venne ristampata con correzioni e aggiunte in G. Miccoli, Delio Cantimori. La ricerca di una nuova critica storiografica (Torino: Einaudi, 1970), 375-412. Le raccolte cantimoriane Studi di storia (Torino: Einaudi, 1959), Conversando di storia (Bari: Laterza, 1967); Storici e storia (Torino: Einaudi, 1971) vengono indicate rispettivamente come Studi, CS, Storici.

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